Katy Perry bandita a tempo indeterminato dalla Cina

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Negato il visto di ingresso nella Repubblica Popolare Cinese a tempo indeterminato

Katy Perry era attesa per il prossimo lunedì, 20 novembre, a Shanghai, in occasione di un evento organizzato da Victoria’s Secret, ma le autorità di Pechino – che in un primo momento non si erano opposte al suo ingresso nel paese – nelle ultime ore hanno fatto dietrofront, inserendo il nome della popstar nell’elenco – lungo – di ospiti indesiderati.

A causa di una provocazione fatta nel 2015, Katy Perry non potrà più entrare in Cina. La star di “Chained to the rhythm” ha richiesto il visto per il fashion show di Victoria’s Secret in programma a Shanghai, ma le autorità cinesi glielo hanno rifiutato a causa di un’esibizione di due anni fa: in quell’occasione Katy Perry sventolò sul palco la bandiera di Taiwan.

Come riporta il magazine specializzato Page Six, Katy Perry ha richiesto il visto per recarsi a Shanghai dove pare avrebbe dovuto anche esibirsi per lo show della nota casa di lingerie, che per la prima volta arriva in Cina. Dopo un primo parere positivo sul rilascio del documento, le autorità cinesi hanno cambiato idea e le hanno negato il visto. Nel 2015 infatti la cantante si era esibita indossando un abito  con stampati dei girasoli, fiore adottato come simbolo della protesta anticinese a Taiwan. Per ribadire il proprio appoggio politico alla causa, Perry ha anche sventolato sul palco una bandiera taiwanese. Per lo show di Victoria’s Secret, al suo posto si esibirà Harry Styles, che nel 2018 canterà anche in Italia.

le condizioni poste da Pechino alle personalità musicali in visita nel paese sono sempre estremamente stringenti, e subordinate a indagini estremamente approfonditi: mentre a Bjork e Oasis fu negato il visto di ingresso temporaneo per aver pubblicamente supportato la causa tibetana, i Maroon 5 furono inseriti nell’elenco delle persone non grate solo perché un elemento del gruppo inviò un tweet di auguri al Dalai Lama in occasione del suo compleanno.

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