La Gibson ha presentato richiesta di fallimento

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Il bilancio della storica manifattura di strumenti musicali a causa della maturazione delle obbligazioni per oltre 375 milioni ha chiesto il fallimento alla Corte USA  per circa  500 milioni di dollari.

Gibson, una delle più famose aziende americane di chitarre elettriche, ha fatto ricorso al capitolo 11 del Codice della Bancarotta degli Stati Uniti, che consente ai debitori di ottenere agevolazioni per ripagare i propri debiti. Gibson ha spiegato che non chiuderà né smetterà di produrre chitarre elettriche, ma che riorganizzerà la società smantellando la divisione che produce cuffie, casse e altri accessori elettronici.

Secondo quanto riporta la CNN, Bloomber e il Nashville Post, il primo quotidiano a dare la notizia in USA, Gibson ha almeno 150 milioni di dollari di debiti, che secondo CNNBloomberg potrebbero arrivare fino a 500 milioni. Ha però trovato accordi con i creditori per restituire circa il 69 per cento dei propri debiti, attraverso un piano definito dal capitolo 11. A non funzionare per l’azienda sono stati soprattutto alcuni grossi investimenti recenti, come quello che ha portato all’acquisizione della divisione audio di Philips nel 2014, per 135 milioni. Gibson non produrrà più componenti audio a marchio Philips, ma oltre alle chitarre manterrà le proprie linee di casse audio per professionisti.

La crisi arriva dopo la partenza dell’ex direttore finanziario dell’azienda, Bill Lawrence, dopo un mandato di meno di un anno.  Dichiara inoltre che Gibson progetta di “eliminare p immagine:  alsegmenti di rodotti che non soddisfano le nostre aspettative e hanno un piccolo vantaggio in futuro. ” Questo fa eco alla fine dello sviluppo del software musicale Cakewalk di proprietà di Gibson alla fine dell’anno scorso.

«Una volta realizzate queste operazioni saremo in grado di ridurre il debito e generare fondi da destinare ai comparti più fiorenti. E’ importante che la nostra attività torni al successo in modo da ottenere le migliori condizioni per rifinanziare la nostra società».

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Alcuni però puntano il dito proprio contro l’ad di Gibson che da anni cerca di diversificare le attività dell’azienda.
Kevin Cassidy, analista finanziario di Moody’s citato da Variety, spiega come l’attività principale dell’azienda (costruire chitarre e altri strumenti musicali) non sia il problema: anzi, continua a essere redditizio.

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