Pink Floyd: 45 anni fa The dark Side of the Moon

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23 marzo 1973 in Inghilterra veniva pubblicato The Dark Side Of The Moon. Guarda il documentario dei Pink Floyd sulla storia dell’album.

The Dark Side of the Moon (intitolato Dark Side of the Moon nell’edizione CD del 1993) è l’ottavo album in studio del gruppo musicale britannico Pink Floyd, pubblicato il 10 marzo 1973 negli Stati Uniti d’America dalla Capitol Records e il 23 dello stesso mese nel Regno Unito dalla Harvest Records.

“E’ un album veramente eccellente. Io non so come mai continui a vendere e vendere, non lo so. È come se avesse toccato un nervo scoperto. Sembra che tutti stessero aspettando quest’album, o meglio, che qualcuno facesse un album come questo…” (Rick Wright).
“Le idee che Roger ricercava interessano ogni nuova generazione, non hanno perso rilevanza” (David Gilmour).

L’album si sviluppò come parte del tour del 1971, in seguito alla pubblicazione di Meddle, e iniziò a essere pubblicizzato diversi mesi prima dell’inizio effettivo delle registrazioni in studio. Il nuovo materiale venne migliorato e raffinato durante il Dark Side of the Moon Tour, e fu infine registrato in due sessioni nel 1972 e nel 1973 agli Abbey Road Studios di Londra. I Pink Floyd usarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate dell’epoca, inclusi la   Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì attivamente ad alcuni degli aspetti sonori più innovativi.

The Dark Side of the Moon fu un successo immediato, mantenne il primo posto della classifica statunitense Top LPs & Tapes per una settimana e vi rimase per altre 741 dal 1973 al 1988. Nel marzo 2014 ha toccato le 1100 settimane nella classifica US Top Catalog. Con 50 milioni di copie vendute.

Era innanzitutto un concetto e poi era l’inizio di scrivere su altra gente; era l’inizio dell’immedesimazione, per dirla in breve: ‘Stranieri passano in strada per caso, separando incontri impossibili / E io sono te, e quel che vedo sono io’. È una specie di filo conduttore che esiste da allora e in Dark Side si vede in modo più evidente ” (Roger Waters).

 

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