Washington Post: pubblicità accusa Lorde di antisemitismo

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E’ iniziata una ridicola faida tra i falchi del governo israeliano e la malcapitata  cantante Lorde. Nel Washington Post è stata pubblicata una pagina che chiama la musicista kiwi Lorde bigotta e accusa la Nuova Zelanda di pregiudizi contro Israele.

L’ex Pink Floyd Roger Waters ha dichiarato: “Non è un questione di musica ma di diritti umani. non sono contro Israele ma contro l’apartheid”.Strano come i mandantari della pubblicità contro Lorde  non abbia lanciato un attacco così duro contro Roger Waters e altre grandi rockstar  e artisti del cinema che boicottano Israele (Brian Eno, Alexei Sayle, Richard Ashcroft, Ken Loach).

Probabilmente perché temono che questi artisti molto famosi possano fare loro più male di quanto potrà fare la piccola Lorde. Ci si chiede che gioco sporco vogliono portare avanti l’ambasciatore israeliano, (e gli altri che lo seguono) in Nuova Zelanda, che è la fonte di ciò che sarà una dura battaglia per Lorde e che causerà solo danni.

Il rabbino statunitense Shmuley Boteach  ha acquistato una pagina pubblicitaria sul quotidiano Washington Post per accusare la cantante neozelandese Lorde di antisemitismo, dopo la decisione di quest’ultima di non cantare in Israele per protesta contro l’occupazione della Palestina.

La pagina mostra un’immagine di Lorde sullo sfondo di persone che si salvano dalle macerie, e il titolo “Lorde e la Nuova Zelanda ignorano la Siria per attaccare Israele”.Le stesse accuse sono state ripetute in un video che Boteach ha fatto proiettare su uno schermo di Times Square a New York la sera della fine dell’anno.

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Il riferimento alla Siria si deve ai concerti tenuti da Lorde in Russia, paese accusato di aver aiutato il regime siriano a compiere strage di civili nella repressione della ribellione interna. Quello alla Nuova Zelanda si riferisce invece all’adesione del paese ad alcune risoluzioni ONU critiche nei confronti di Israele. (http://www.ilpost.it/)

 

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