100 chitarre di Fender Vintage Museum In mostra a Foggia

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(ANSA) – FOGGIA, Oltre cento esemplari della chitarra elettrica Fender, tutti perfettamente funzionanti e corredati di custodie.

E’ “Fender Vintage Museum”, la mostra che raccoglie gli strumenti a corde ‘solid body’ e amplificatori, inaugurata a Foggia al Medimex, l’International Festival & Music Conference Spring Edition in programma fino al 14 aprile, ma la collezione sarà visitabile fino al 20 aprile, nella sede della Fondazione dei Monti Uniti in via Arpi.


Si tratta di una collezione privata, a proprietà unica: Flavio Camorani ha raccolto gli strumenti elettrici realizzati, tra il 1951 e il 1974, per l’Associazione Prisma Melody. “La mia passione per le chitarre Fender – spiega – è nata grazie ai dischi in vinile nei primi anni Settanta. Per 40 anni ho raccolto chitarre creando una collezione unica a livello mondiale”.
Gli strumenti sono esposti con le rispettive targhette in ordine cronologico e filologico, puntando a far rivivere le sonorità che hanno accompagnato quell’epoca.  

Il 10 aprile 1954: nasce Fender Stratocaster
La Fender Stratocaster, più che una chitarra, è un simbolo. Ma anche un compagno di viaggio, che da quel 10 aprile 1954

Fender presenta la Stratocaster, una nuova chitarra elettrica elegante con tre pickup, un corpo sagomato straordinariamente confortevole, un’elegante finitura sunburst e un ponte vibrato ingegnosamente efficace.

NESSUN’ALTRA CHITARRA NELL’UNIVERSO FA QUELLO CHE PUO’   FARE LA STRAT.
JEFF BECK

Leo Fender – non ha mai smesso di accompagnare il rock per mano. Perché il suo segreto, dopo tutto, è la versatilità: il Layer potrebbe non avere un timbro particolare come la Gibson SG, la sua sorella maggiore Telecaster, la Rickenbacker 325 o molti altri modelli che sono anche molto apprezzati per una serie di motivi più che validi , ma è virtualmente capace di tutto. Non è una coincidenza che sia stata la chitarra preferita di molti musicisti fondamentali ma estremamente diversi, diventando una sorta di meno comune negatore di ciò che oggi è il rock.

 

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