
La Confédération Internationale des Sociétés d'Auteurs et Compositeurs, ente che rappresenta a livello internazionale le collecting, ha pubblicato uno studio sull’impatto economico che l’intelligenza artificiale generativa avrà sulla filiera creativa, in particolare sui settori musicale e audiovisivo.
Secondo la ricerca “l’AI generativa arricchirà le aziende tecnologiche, mettendo a repentaglio in modo sostanziale il reddito dei creatori umani nei prossimi cinque anni”: entro il 2030, infatti, si prevede che “i ricavi dei fornitori di modelli di Gen AI conosceranno una crescita decisa”,
Secondo il primo studio economico globale che esamina l’impatto della tecnologia emergente sulla creatività umana, le persone che lavorano nel settore musicale perderanno quasi un quarto del loro reddito a causa dell’intelligenza artificiale entro i prossimi quattro anni.
Coloro che lavorano nel settore audiovisivo vedranno anche il loro reddito ridursi di oltre il 20% poiché il mercato dell’intelligenza artificiale generativa cresce da 3 miliardi di euro (4,9 miliardi di dollari australiani) all’anno a 64 miliardi di euro previsti entro il 2028.
I risultati sono stati pubblicati mercoledì a Parigi dalla Confederazione internazionale delle società degli autori e dei compositori (CISAC), che rappresenta oltre 5 milioni di creatori in tutto il mondo.
Il rapporto conclude che, mentre il boom dell’intelligenza artificiale arricchirà sostanzialmente le grandi aziende tecnologiche, i diritti dei creatori e i flussi di reddito saranno drasticamente ridotti a meno che i politici non intervengano.
