
Il V&A Dundee ospiterà la prima tappa della nuova esposizione, *David Bowie: On Tour*, tra novembre e febbraio, prima che questa prosegua verso altri musei del Regno Unito nel 2027 e nel 2028.
David Parry/PA Media Assignments: Una pagina aperta del passaporto britannico di David Bowie del 1988. Riporta la data di nascita, l'altezza e una fotografia dell'artista.
La mostra sarà allestita al V&A Dundee dal 4 novembre al 15 febbraio.
Successivamente si sposterà allo Showtown di Blackpool (da giugno a settembre 2027), al Bowes Museum nella contea di Durham (da ottobre 2027 a gennaio 2028), alla Ferens Art Gallery di Hull (da febbraio a maggio 2028) e al Bristol Museum and Art Gallery (da giugno a settembre 2028).
È previsto l'annuncio di ulteriori sedi.
Il costume da clown dall'aspetto ultraterreno, indossato da David Bowie nel rivoluzionario video di *Ashes to Ashes*, sarà tra gli oltre 100 oggetti esposti in una nuova mostra itinerante che prenderà il via a Dundee nel corso dell'anno.
*David Bowie: On Tour*, che inaugurerà al V&A Dundee il 4 novembre, comprende costumi, strumenti musicali e fotografie, alcuni dei quali mai esposti prima al pubblico.
Tra i cimeli figurano un ciak utilizzato per il film *L'uomo che cadde sulla Terra* (*The Man Who Fell to Earth*) e il suo primo strumento: un sassofono contralto Grafton acquistato per lui dal padre nel 1961.

Dopo il debutto a Dundee, la mostra, della durata di due anni, farà tappa a Blackpool, nella contea di Durham, a Hull e a Bristol.
Il tour arriva dopo l'apertura del David Bowie Centre presso il V&A Storehouse di Londra, avvenuta lo scorso settembre per ospitare l'archivio e offrire un'esposizione permanente di reperti. La mostra itinerante si articola in quattro sezioni, ognuna delle quali offre una "prospettiva diversa" sul cantante, scomparso nel gennaio 2016 all'età di 69 anni.
La sezione iniziale, "Bowie Through a Lens", esplora il modo in cui la fotografia ha plasmato l'immagine e l'identità di Bowie, includendo opere di Terry O'Neill, Mick Rock, Sukita e Brian Ward.
La seconda sezione, "All the Somebody People", è incentrata sul musicista sul palco e in studio attraverso quattro epoche fondamentali: Ziggy Stardust, gli anni di Berlino, *Let's Dance* e *Blackstar*.

La terza sezione, "Hooked to the Silver Screen", presenta le apparizioni di Bowie sullo schermo, tra cui videoclip, film, ruoli televisivi e camei inaspettati.
La sezione finale, "Non posso rivelare tutto", esplora il suo "interesse per il tempo, documentando il suo processo creativo e la sua eredità".
Questo include il cronometro che usava quando componeva le canzoni, il suo passaporto britannico del 1988 e le conversazioni via post-it con il suo team di archiviazione sugli oggetti che ha scelto di conservare.
