
L’FBI ha diffuso i file su Kurt Cobain. Contengono carteggi in cui si discute l’ipotesi che il cantante dei Nirvana non si sia suicidato, ma sia stato ucciso.
FBI website ccon il dossier di Kurt Cobain
Periodicamente il Federal Bureau of Investigation rende pubblici parte dei suoi archivi su politici, gente dello spettacolo e altri personaggi noti. Senza grande clamore, il mese scorso – per ragioni che che non sono state chiarite – l’FBI ha resi pubblici per la prima volta i suoi file su Kurt Cobain, poco dopo aver fatto lo stesso con i documenti sul defunto boss della mafia Vito Genovese.
Si tratta di appena 10 pagine, ma interessanti. La parte più importante è costituita da due lettere, inviate da persone i cui nomi sino stati cancellati, che esortano il Bureau a indagare sulla morte di Cobain avvenuta nel 1994, considerandola omicidio e non suicidio. «Milioni di fan in tutto il mondo desiderano che le incongruenze che circondano la sua morte siano chiarite una volta per tutte», si legge in una delle due missive, scritta a macchina nel settembre 2003. La lettera cita tra le altre cose il documentario Kurt & Courtney del regista Nick Broomfield come esempio di scetticismo sull’argomento.
Nel marzo 2016 sono state rilasciate anche nuove immagini, che ritraggono la polizia che dice che Cobain era solito uccidersi.
Fotogallery (le immagini possono urtare la vostra sensibilità)
In questa foto, il braccio di Kurt Cobain mostra il suo braccialetto medico proveniente da un centro di riabilitazione dalla droga a Los Angeles che ha controllato giorni prima di tornare a Seattle, dove il dipartimento di polizia di Seattle dice che si è suicidato.
Attingendo a ricordi e documenti personali, nonché interviste con Love, l'ex compagno di band Krist Novoselic e altri familiari e amici, il libro raccoglie storie che Goldberg ha raccontato pubblicamente o in interviste nel corso degli anni in un unico volume.
