Dave Grohl ha perso la sfida contro la bambina batterista

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Dave Grohl ha perso la battaglia alla batteria contro il prodigio Nandi Bushell, la bambina di 10 anni che gli ha proposto una sfida online.

Nel video postato su YouTube, la giovane batterista suona il brano ‘Everlong’ del gruppo, chiedendo al musicista dei Foo Fighters, ex Nirvana, di ripetere la traccia.

‘Dave Grohl, ti sfido a un drum-off!’, dice la bimba. ‘Amo “Everlong”, è difficilissima da suonare perché è super veloce, ma è divertentissima!’.

Grohl ha risposto con un video su Twitter accettando la sfida e complimentandosi con la piccola.

‘Sei una batterista incredibile’, dice il 51enne. ‘Sono onorato che hai scelto alcune mie canzoni per i tuoi video, le hai fatte tutte perfettamente’.

I due hanno suonato anche la tosta ‘Dead End Friends’ dell’ex band di Grohl Them Crooked Vultures.

La storia del primo album dei Foo Fighters nel venticinquesimo anniversario dall’uscita, il produttore Barrett Jones racconta com’è stato registrare il disco  di Dave Grohl, pochi mesi dopo la morte di Kurt Cobain

Se ci riflettiamo oggi, 25 anni dopo quel 4 luglio 1995 in cui uscì l’esordio dei Foo Fighters, possiamo essere certi che registrare quel disco non deve essere stato facile per Dave Grohl. Sì, perché: hai 25 anni, il cantante della tua band si è appena suicidato e hai costantemente addosso la stampa musicale in cerca di particolari scabrosi. Una rockstar viva porta soldi, sì, ma una morta diventa una fonte inesauribile di guadagno per tutti. I giornalisti vogliono sapere come ti comporterai d’ora in poi e come ti sei sentito appena saputo dell’accaduto. Tanto più se quella band è la più famosa al mondo e si chiama Nirvana.

Come può reagire un musicista di fronte a tanto clamore? Pressappoco in due modi: smettere completamente di suonare e iniziare ad autocommiserarsi oppure diventare un eccellente turnista. Tom Petty aveva provato ad accaparrarsi Grohl per gli Heartbreakers, ma c’era riuscito solo per un’apparizione televisiva al Saturday Night Live. C’è anche un terzo modo, volendo: passare in prima linea come autore di canzoni. È quel che ha fatto Dave Grohl, con iniziale riluttanza. Ha preso alcune canzoni che già aveva registrato in solitaria anni prima e ne ha tratto un disco. Che voleva anche dire: lasciare la batteria, mettersi in prima fila sotto i riflettori, con un microfono in cui urlare e una chitarra a tracolla.

 

«Avevo già registrato gran parte del primo disco dei Foo Fighters nel mio studio con un mixer 8 tracce, erano rimaste fuori solo due o tre canzoni», ricorda Barrett Jones, produttore del primo album dei Foo Fighters e già collaboratore dei Nirvana. «Ho conosciuto Dave quando aveva 14 anni e suonava in una band chiamata Freak Baby. Vennero da me per registrare, lui suonava la chitarra. Erano giovanissimi e a dire il vero non erano bravissimi, ma avevano tanta energia. Tornarono qualche mese più tardi e il nome della band era diventato Mission Impossible e nel frattempo Dave era passato alla batteria. Mi colpì il modo in cui la suonava e la velocità. Era pura energia».

Dopo la morte di Kurt Cobain, Dave Grohl è rimasto a Seattle, dove lo aveva raggiunto dal 1991 l’amico Barrett Jones. «Per un certo periodo abbiamo vissuto assieme a Seattle. Misi l’equipaggiamento del mio studio nel seminterrato: era piccolo e non c’erano neanche i muri di separazione tra la regia e la stanza di ripresa». Jones ha condiviso un pezzo importante di vita con Grohl nel momento di massimo successo ed è stato fondamentale per la sua rinascita artistica post Nirvana. «Quando facemmo il disco non vivevamo più insieme, Dave si era da poco sposato (con Jennifer Youngblood, che scattò la foto della copertina del primo disco dei Foo Fighters, nda) e abitava in una casa non distante dallo studio». È stato Jones a registrare su nastro la prima canzone scritta da Grohl intitolata Gods Look Down: è l’unica persona di fronte alla quale il batterista si sente a suo agio a cantare.

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