I Toto suonano a Lucca: il report del concerto

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  Della formazione iniziale sono rimasti solo il prodigioso chitarrista Steve Lukather, di fatto il leader della band, e il tastierista e autore Steve Porcaro

. Sono tante le etichette affibbiate lungo i quarant’anni di carriera ai Toto, supergruppo per antonomasia formato dai fratelli Porcaro e Steve Lukather. In pratica i Toto sono tra le band più amate dai musicisti per le loro indiscusse capacità tecniche e tra le più odiate dagli amanti un po’ snob del rock per una certa scrittura standard del loro canzoniere.

“40 trips around the sun” è ovviamente un tour autocelebrativo che mette insieme i principali successi della band – “Hold the line” che fa subito capolino come secondo pezzo del set, “Rosanna” “I’ll be over you” e “Georgy Porgy” qui eseguite in versione raccolta e acustica con tanto di storytelling sulla creazione delle composizioni – ma c’è stato spazio anche per qualche lunga suite strumentale come il “Desert theme” della colonna sonora del Dune di David Lynch e il jazz fusion prog “Jake to the bone”.  C’è anche spazio per una delle tante canzoni scritte da Steve Porcaro, che suona poco ma si fa sentire, come “Human nature” finito su “Thriller” di Michael Jackson, e per doverosi omaggi ai Beatles, in particolare a George Harrison la cui “While My Guitar Gently Weeps” convinse Lukather a imbracciare la chitarra – e il suo assolo ieri sera rimane una delle cose da ricordare del concerto. Gli occhi del pubblico e le riprese dei megaschermi sono tutti puntati sui singoli musicisti mentre eseguono “Stop Loving you” tutta in levare  e il bel lungo solo jazzy di Dominique Taplin (segnatevelo questo nome). (Rockol)

Alla fine non può mancare la hit “Africa” tratta dal loro disco Toto IV,

Da qualche tempo (due anni), Africa dei Toto sta suonando ininterrottamente in loop in qualche remoto angolo del deserto della Namibia, in Africa ovviamente.

Si tratta di un’installazione dell’artista tedesco Max Siedentopf, che cavalcando l’onda di nuova popolarità che sta rivivendo in questi anni il classico degli anni ’80 (da brano è diventato praticamente un meme) ha messo a segno un colpo geniale.

“L’installazione sonora consiste in 6 speaker collegati a un lettore mp3 che ha al suo interno una sola canzone, Africa dei Toto” si legge nella descrizione sul sito dell’artista. “La canzone è in loop e l’installazione è alimentata a batterie solari così da riprodurre i Toto per l’eternità.”

Ovviamente, per evitare furti e vandali, la posizione precisa dell’installazione è rimasta segreta.

Dopo che i fan degli Weezer hanno dato vita lo scorso anno a una campagna perché la band di Rivers Cuomo eseguisse una cover della hit di Steve Porcaro e compagni del 1982 – richiesta poi esaudita e “ricambiata” dai Toto con la cover di “Hash Pipe” – l’amore per il singolo estratto da “Toto IV” continua a viaggiare per il mondo e arriva fino al deserto nella Namibia, dove è stata creata un’installazione artistica ad esso dedicato. Secondo quanto riferito da NPR il progetto è opera dell’artista tedesco Max Siedentopf e porta il nome di “Toto Forever”, di per sé sufficiente a spiegare le caratteristiche dell’installazione, che con i suoi sei speaker, un lettore MP3 e il contributo dell’energia solare riprodurrà la canzone, spiega Siedentopf, “per l’eternità”. (Fonte Rockol.it)https://www.rockol.it/news-699766/toto-continua-ossessione-africa-installazione-nel-deserto

“Ero molto intrigato da questo progetto e volevo offrire alla canzone un omaggio definitivo ed esibire fisicamente ‘Africa’ in Africa”, ha spiegato l’artista, concludendo: “Il deserto della Namibia, che coi i suoi 55 milioni di anni è il deserto più antico del mondo, mi è sembrato il posto perfetto”. L’idea è che le note di “Africa” continuino a risuonare per “molti anni” o perlomeno finché l’ambiente circostante lo consentirà: “Sono sicuro che il severo ambiente del deserto alla fine divorerà l’installazione”, ha detto Siedentopf. Se siete curiosi sul sito dell’artista trovate tutti i dettagli del progetto.

 

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