Bob Geldof: «I Boomtown Rats tornano per curiosita, vanità e soldi,

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Quando canto ‘Lookin’ After No. 1’ non penso al 1979, ma a Facebook, a chi impacchetta le nostre vite e le vende», dice Geldof della band che ha riformato dopo 26 anni e che presto pubblicherà un nuovo album

(Estratto da Rolling Stone.it) Per tutto questo tempo, non ha mai pensato a una reunion dei Boomtown Rats. Poi, nel 2013, il batterista Simon Crowe e il chitarrista Garry Roberts gli hanno offerto di suonare all’Isle of Wight festival in Inghilterra.

Geldof ha più esperienza di qualunque uomo della terra nel riformare band sciolte da tempo. Per il Live Aid è riuscito a convincere Who, Black Sabbath, Led Zeppelin e CSNY a mettere da parte anni di litigi e riunirsi. Per il Live 8, si è superato riuscendo a far sì che Roger Waters e David Gilmour facessero pace abbastanza a lungo da suonare quattro canzoni dei Pink Floyd. Un miracolo, considerando la loro storia.

La band irlandese è nota in America per la hit del 1979 I Don’t Like Mondays, ma in Europa ha scalato più volte le classifiche con inni generazioni come Rat Trap, Banana Republic e Lookin’ After No. 1. La leggenda è cresciuta dopo lo scioglimento e il festival gli ha fatto una grande offerta per riportarli sul palco.

«Alla fine si trattava di curiosità, vanità e denaro», dice Geldof. «La curiosità era: “Eravamo davvero una buona band?”. Ho sempre detto che lo eravamo, ma non puoi saperlo finché ci sei dentro. La vanità, invece, diceva: “Sì! Suonerò di fronte a 100 mila persone!”. E il denaro fa sempre comodo. In retrospettiva, però, forse volevo solo sentire un po’ di fottuto, glorioso rumore; è così che Bono descriveva i Rats». Per leggere tutto l’articolo clicca qui

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