Bowie Blackstar / debutto al N°1 nelle classifiche

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Esce il singolo del nuovo album di David Bowie, Blackstar seguito da Lazarus, il secondo video.
Una title track da 10 minuti, accorciata a 9.57 per farla entrare nei download markets, con  musica, atrocemente in dissonanza tra jazz e avant garde. Molto pesante e dark ma  riconoscibile dalla voce più gelida del video che presentiamo qui.

Angoscia, paura, desolazione,  morte e malessere sono i sentimenti che escono forti da questa clip.   . “Prendi il passaporto, le scarpe, i sedativi”, canta; e ancora: “Non sono una star del
cinema né una star del pop. Sono una stella nera”.

Blackstar (stilizzato come ★) è il venticinquesimo e ultimo album in studio del cantautore e musicista britannico David Bowie, pubblicato l’8 gennaio 2016 giorno del suo 69° compleanno, due giorni prima della morte dell’artista avvenuta il 10 gennaio 2016, L’album esordisce al primo posto della UK Singles Chart in Gran Bretagna, debuttando con una vendita di oltre 100.000 copie e viene certificato disco d’oro. L’album è arrivato primo anche in altre 10 nazioni del mondo.

Il disco uscito nel giorno del sessantanovesimo compleanno dell’artista, ossia l’8 gennaio 2016, due giorni prima della sua morte, contiene sette tracce, con l’aggiunta di un video nella versione digitale.
La title track dell’album Blackstar è stata pubblicata come singolo nel novembre 2015 ed è stata utilizzata come musica per la serie televisiva The Last Panthers.[14][15]
Il titolo della seconda traccia è un riferimento alla pièce teatrale ‘Tis Pity She’s a Whore del drammaturgo inglese del diciassettesimo secolo John Ford.[16]
Il 17 dicembre 2015 (il 18 dicembre in Italia) è stato diffuso il brano Lazarus poi anch’esso accompagnato da un video promozionale a ridosso della pubblicazione. Il titolo Lazarus era già stato utilizzato da Bowie per un musical recentemente scritto per Broadway.

David-Bowie-Lazarus-vid-2016-billboard-650 A seguito della notizia della dipartita di Bowie, molti hanno riscontrano nei testi delle canzoni sul disco diversi riferimenti alla morte e alla sofferenza. Tra i più citati quelli delle tracce Lazarus («Guarda quassù, sono in paradiso, Ho delle cicatrici che non possono essere viste, Ho una storia che non può essermi rubata, Ora tutti mi conoscono. Guarda quassù, amico, sono in pericolo, Non ho nulla da perdere»), Sue (Or in a Season of Crime) («ha chiamato la clinica, la radiografia è andata bene, ti ho riportato a casa»), la title-track Blackstar («Qualcosa è successo il giorno della sua morte, lo spirito si alzò un metro da terra e si fece da parte. Qualcun altro prese il suo posto, e coraggiosamente pianse»), e il brano finale dell’album, I Can’t Give Everything Away («Vedere di più e provare di meno. Dire di no, volendo dire sì. Per me è sempre stato così. È questo l’unico messaggio che mando»).

Tony Visconti lo storico produttore di Bowie ha dichiarato:”« Ha sempre fatto quello che voleva fare. E ha voluto farlo in questo modo, e voleva farlo nel modo migliore. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo di addio. Sapevo da un anno che questa sarebbe stata la sua maniera. Non ero preparato, però: è stato un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Ora possiamo piangere”.

 

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