È morto Stefano D’Orazio, batterista dei Pooh

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Aveva 72 anni, era ricoverato da una settimana.Il musicista si è spento all’età di 72 anni. Per la band è stato anche autore e flautista. Dopo anni di successi con il gruppo, una svolta nella carriera verso il musical e la scrittura

È morto dopo essere stato ricoverato per una settimana per coronavirus.

Lo storico batterista dei Pooh. Aveva 72 anni. A dare la notizia della scomparsa del musicista è stato l’amico Bobo Craxi che ha scritto su Twitter: “Stefano amico mio. Suona e scrivi anche lassù. Ciao!”.

 “Il Covid ha colpito ancora”. Visibilmente commossa e con la voce rotta dal pianto, Loretta Goggi, che ha sostituito Carlo Conti, anche lui contagiato dal virus, sul palco di Tale e Quale Show, ha annunciato così la morte di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh. “Non sapevo avesse una patologia pregressa”, il commento della cantante e showgirl romana, con gli occhi lucidi.

Romano, D’Orazio è stato anche voce e flauto traverso della band dal 1971 al 2009, poi nel 2015 e 2016, in occasione della nuova apparizione per il cinquantennale: inoltre ha firmato una parte dei testi delle canzoni del gruppo. Dopo anni di successi con il gruppo, una svolta nella carriera verso il musical e la scrittura (testi e libri), con successi come “Aladdin”, “Pinocchio” e “Mamma mia!”.

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Era uno degli autori del brano “Rinascerò, rinascerai”, dedicato a Bergamo dopo il dramma Covid. Era ricoverato da una settimana, ieri le condizioni sono improvvisamente peggiorate.

La sua è stata una vita vissuta nella musica, fin dall’adolescenza, quando nel pieno dell’esplosione del beat, a Roma, inizia a suonare con la sua prima band, The Kings, poi con The Sunshine, poi con le esperienze teatrali al Beat 72 e nelle cantine che trasformate in club, con le comparsate al cinema.

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