Eddie Vedder : omaggio a Chris Cornell

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l cantante ha voluto così omaggiare l’amico scomparso nel 2017 nel giorno del compleanno della figlia Lily

Durante il concerto del 1 luglio del suo tour solista, alla Düsseldorf’s Mitsubishi Electric Halle, in Germania, però, Vedder ha deciso di omaggiare l’amico eseguendo “Seasons”, il primo singolo solista che Cornell pubblicò nel 1992. La canzone faceva parte della colonna sonora di Singles, il famoso film di Cameron Crowe che racconta la storia di un gruppo di ragazzi della Seattle degli inizi degli anni ’90 e che vide la partecipazione non solo di Cornell, ma anche di Stone Gossard, Jeff Ament e lo stesso Eddie Vedder.

Secondo quanto riportato da The Pulse of Radio, Vedder avrebbe dedicato questa canzone alla figlia di Cornell, la diciannovenne Lily, proprio in occasione del suo compleanno. Il cantante era profondamente legato a Chris da un’amicizia nata nel 1990 con il progetto dei Temple Of The Dog, in onore del cantante dei Mother Love Bone scomparso, Andy Wood.

A Firenze invce Eddie ha prodotto circa due ore di rock in chiave acustica: un sound che ha convinto la maggior parte degli spettatori presenti, che hanno intonato all’unisono i brani più celebri dell’artista simbolo di una generazione cresciuta con le note della band, riletta in versione solistabpiù volte nel corso della serata dallo stesso Vedder.

Firenze, 16 giugno 2019 L’attesa è stata breve. Sabato sera Eddie Vedder, frontman dei Pearl Jam, è tornato sul palco del Firenze Rocks a due anni dal concerto del 2017 che, con 55mila spettatori, aveva infranto il record della sua carriera solista.(La Nazione)

Trent’anni di carriera rivisitati in chiave personale, con una chitarra e un pedale che batteva su una piccola cassa in legno per scandire il ritmo

Lo show, alla terza serata del festival musicale fiorentino, è il primo dei due in programma in Italia nel 2019: domani Vedder sarà a Barolo. Il concerto fiorentino si apre con Eddie seduto al pianoforte che intona Cross River. Già dalle prime note, la voce caldissima e profonda del cantante americano riempie la Visarno Arena e fa scendere le prime lacrime ai fan arrivati da tutta Italia. Con un paio di jeans, e una camicia aperta su una t-shirt, abbellito solo dalla forza della sua chitarra, Vedder appare completamente a suo agio sull’enorme palco dell’ippodromo.

La scenografia è semplice, essenziale, arricchita unicamente dalla presenza del Red Limo String Quartet, quartetto d’archi olandese. Vedder saluta i fan con un ‘buonasera amici miei’ e ribadisce il suo amore per l’Italia, il Paese in cui ha conosciuto la moglie. Lo show prosegue con altre cover di vere e proprie leggende: prima Brain Damage dei Pink Floyd, Wildflowers di Tom Petty e Should I Stay or Should I Go dei The Clash. Tra i fuori programma l’omaggio a Franco Zeffirelli, scomparso la mattina stessa: per lui Vedder intona Just Breathe accompagnato dalle sonorità commovente degli archi.

Non mancano ovviamente altri brani dei Pearl Jam, il gruppo che da oltre 30 anni scrive la storia del rock e che ha portato il frontman Vedder ad essere considerato l’icona mondiale del grunge e del folk rock. Dal palco, I am mine, Indifference e Immortality scatenano nel pubblico un susseguirsi di commozione, pelle d’oca e abbracci.

 

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