Madonna: arriva un docufilm sul periodo con i Breakfast Club

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È pronto al rilascio un nuovo documentario sugli inizi della straordinaria carriera di Madonna nella pop music.

Lo sceneggiato ruoterà attorno al periodo in cui la cantante faceva parte dei Breakfast Club, band fondata nei primi Anni Ottanta con l’allora fidanzato Dan Gilroy. Fonte Music-news.com 

Nel documentario saranno presenti alcune scene con Madonna, riprese da Jamie Auld, e interviste esclusive con Gilroy, suo fratello Ed e l’altro componente del gruppo, Gary Burke.

‘Abbiamo effettuato le riprese negli stessi luoghi in cui Madonna ha vissuto e si è esibita, inserendo gli stessi identici strumenti che ha suonato, inclusa la vera chitarra da lei utilizzata per scrivere le sue prime canzoni – ha dichiarato il produttore Guy Guido -. È stato surreale catturare Jamie nel drama che poi avrebbe condotto Madonna a intraprendere una carriera da solista’.

Madonna lasciò i The Breakfast Club prima del rilascio del primo singolo della band, nel 1984. Il gruppo però ha continuato ad esistere e produrre nuova musica fino al 2016.

‘Madonna and the Breakfast Club’ sarà rilasciato a marzo.

Intanto Madonna tra pochi mesi partirà per un tour mondiale.

Questione di mesi anche l’uscita del quattordicesimo album da studio della star, che nel frattempo si è lanciata nel mondo del beauty.

A ottobre, la regina del pop dichiarava: ‘Sto finendo il mio disco, lo rilascerò il prossimo anno. Nel frattempo lavoro su vari spray e sieri. Continuo a fare musica. Non riesco a staccarmi dal lavoro di tutti i giorni’.

Se c’è una cantante che conosce perfettamente l’industria musicale e tutte dinamiche di questo ambiente è sicuramente Madonna.

Basti pensare che Miss Ciccone domina la scena da quasi 40 anni!

Per questo motivo l’opinione di Madonna in fatto di musica è sempre ben accetta, anche quando si permette di fare delle critiche. La pop star, infatti, ha recentemente dichiarato in un’intervista rilasciata a Vogue Italia che secondo lei la musica attuale è tutta uguale.

“Tutto è così ripetitivo e ogni canzone ha più di 20 nomi di artisti che vi hanno lavorato, tutto suona così uguale”.

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