Paul McCartney: Non parlare non è un opzione!

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McCartney dice la sua sul caso George Floyd e ricorda quella volta che la band si rifiutò di suonare a Jacksonville nel ’64 davanti a un pubblico segregato.

“Non dire nulla non è un’opzione”, afferma l’artista nel post di supporto vocale per le proteste di Black Lives Matter
Paul McCartney ha pubblicato una dichiarazione di sostegno alle proteste per la giustizia razziale venerdì. “Dobbiamo tutti lavorare insieme per superare il razzismo in qualsiasi forma”, ha scritto. “Dobbiamo imparare di più, ascoltare di più, parlare di più, educare noi stessi e, soprattutto, agire”. (Rolling Stone)
Ha anche aggiunto collegamenti a Black Lives Matter, Color of Change, NAACP, Stand Up to Racism, Campaign Zero e Community Justice Exchange.

Nel settembre del 1964, a Jacksonville, in Florida. Poco prima del concerto, Paul, John, George e Ringo scoprirono che bianchi e neri in platea sarebbero stati separati. Decisero di opporsi alla decisione degli organizzatori del concerto e minacciarono di non salire sul palco, spingendo così i promoter locali a ad abbattere le barriere razziali del Gator Bowl Stadium – lo stadio di football che avrebbe ospitato il concerto – permettendo l’unione tra bianchi e neri. Non solo: partire da quell’episodio si assicurarono che nei contratti firmati con i promoter per i loro concerti venisse inserita una clausola secondo la quale la band non si sarebbe esibita qualora si fosse trovato dinnanzi a un pubblico composto da soli bianchi o da bianchi e neri separati.

“Mi fa arrabbiare che nonostante siano passati sessant’anni il mondo debba finire sotto shock per le orribili immagini dell’assurda morte di George Floyd per mano del razzismo della polizia. Tutti noi supportiamo e stiamo al fianco di chi sta protestando per far sentire la propria voce in questo momento. Voglio giustizia per la famiglia di George Floyd. Voglio giustizia per tutti quelli che sono morti e hanno sofferto. Restare in silenzio non è possibile”.

Paul McCartney’s full statement:

As we continue to see the protests and demonstrations across the world, I know many of us want to know just what we can be doing to help. None of us have all the answers and there is no quick fix but we need change. We all need to work together to overcome racism in any form. We need to learn more, listen more, talk more, educate ourselves and, above all, take action.

In 1964, the Beatles were due to play Jacksonville in the US and we found out that it was going to be to a segregated audience. It felt wrong. We said, ‘We’re not doing that!’ And the concert we did do was to their first non-segregated audience. We then made sure this was in our contract. To us it seemed like common sense.

I feel sick and angry that here we are almost 60 years later, and the world is in shock at the horrific scenes of the senseless murder of George Floyd at the hands of police racism, along with the countless others that came before.

All of us here support and stand alongside all those who are protesting and raising their voices at this time. I want justice for George Floyd’s family, I want justice for all those who have died and suffered. Saying nothing is not an option.

 

 

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