Happy Birthday Hendrix: Pete Townshend : io e Jimi

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La mia amicizia con Eric Clapton si era consolidata ai tempi in cui uscivamo per omaggiare Jimi Hendrix che teneva i suoi primi incredibili concerti a Londra.

Estratti da ” Who i am” autobiografia di PT-  You Tube  interview – Rolling Stone -Mojo-

Assistere ai primi concerti di Jimi era un sfida anche alle mie doti di chitarrista. Hendrix aveva le dita agili di un violinista esperto era un vero virtuoso. Ma in Jimi c’era qualcos’altro lui sposava il blues con la gioia ultraterrena della psichedelia. Era come se avesse scoperto un nuovo strumento in nuovo mondo, quello della musica impressionista.

In scena si spingeva oltre, dimostrandosi potente e virile senza essere aggressivo. Era un artista con doti da incantatore, eviterei di descrivere l’eccezionalità dei suoi live perché non voglio far rimpiangere  ai tantissimi nati dopo la sua morte cosa si sono persi. E chi non ha visto suonare Jimi che suonava dal vivo si è perso qualcosa di molto speciale, credetemi. Vedendolo sul palco si capiva che non era solo un immenso musicista, era uno sciamano.jimi hendrix last 25 hours

Quando andavo ad ascoltare Jimi non mi facevo di acidi non fumavo erba e non bevevo così da poter cogliere con precisione i miracoli che faceva tenendo la chitarra rovesciata.

Conobbi Paul  McCartney e la sua ragazza, sorprendentemente bella, l’attrice Jane Asher alla Indica Bookshop. Georgen Harrison arrivò un po’ più tardi con la sua ragazza Pattie Boyd. Incontrai di nuovo Paul al Bag O’Nails di Soho dove Jimi Hendrix festeggiava il suo ritorno  in città. Passò anche Mick Jagger

Faithfull

stette un po’ poi se andò lasciando incautamente da sola  Marianne Faithful, la sua ragazza di allora. Alla fine della sconvolgente esibizione Jimi le si avvicinò e mentre ballavano.  fu chiaro che Marianne era caduta vittima delle scintille dello sciamano, Quando Mick tornò a riprenderla si domandò certamente cosa stessero combinando quei due. Alla fine Jimi ruppe la tensione, fece il baciamano a Marianne e chiedendo scusa raggiunse Paul e me. Mal Evans, il roadie dei Beatles, mi disse “ Si sono scambiati i numeri di telefono, Pete”.

Fu al Monterey Pop Festival del 1967 che mi scontrai con Jimi. In sostanza la questione riguardava chi si sarebbe dovuto esibire per primo, ma non per banali ragioni di vanità. Temevo inoltre che se Jimi si fosse esibito prima di noi avrebbe potuto distruggere la sua chitarra o darle fuoco o inventarsi qualche altra bravata che avrebbe fatto fare alla nostra band la figura dei patetici copioni. Derek Taylor mi consiglio di parlarne con Jimi ma lui era già completamente fatto, non riusciva a prendere sul serio la questione. Alla fine John Phillips dei Mamas and Papas ci suggerì di fare testa o croce e perse Jimi.

L’esibizione  degli Who fu confusa, rumorosa e nervosa. Finita la gig mi asciugai rapidamente e scesi in mezzo al pubblico per non perdermi lo show di Hendrix. In quella vastità il suono di Jimi non sembrava così potente e così pensai che alla fine gli Who non sarebbero usciti troppo malconci dal confronto. Poi Hendrix aumentò il volume della chitarra e si lasciò andare: in scena era comparso Jimi il mago.

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