Pete Townshend in quarantena scrive un album degli Who

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Compleanno per P.T. 75 anni il 19 maggio. Il coronavirus ha costretto gli Who a rimandare il tour al 2021. In un’intervista con Matt Everett della BBC ha rivelato che sta utilizzando la quarantena per iniziare a lavorare sulla nuova musica degli Who.

“Sono nel Wilshire, ho una casa in campagna qui”, ha detto. “Lo ammetto, mi sento fortunato perché quel che faccio di solito è proprio passare del gran tempo da solo in studio. È come se fosse stata esaudita una preghiera che mai e poi mai avrei mai avuto il coraggio di fare. E cioè: per favore, ferma tutto e concedimi un po’ di tempo in studio. È come se fosse un regalo”.

Per ora Townshend sta lavorando a un remix di Beads on One String dall’album del 2019 Who che potrebbe uscire come singolo. “Ho anche pensando alla possibilità di iniziare prima a lavorare a nuove canzoni per un altro album degli Who, visto che l’ultimo è andato bene. Contavo comunque di farlo, ma l’anno prossimo. Sto buttando giù delle idee”.

Townshend sta anche lavorando all’adattamento musicale del suo romanzo dell’anno scorso The Age of Anxiety. “Richiede tempo, ma è bello dedicarvisi”, ha detto. “Sto lavorando con orchestrazioni, beat, vecchi sintetizzatori e naturalmente chitarre e pianoforte”.

Il libro parla di un uomo sopravvissuto agli anni Sessanta e a una vita spericolata in tarda età rinuncia ai vizi e si libera dalle cattive abitudini, ma viene accusato di aver commesso qualcosa di terribile: uno stupro. È questa, in breve, la trama di “The age of anxiety”, il nuovo libro del chitarrista degli Who. Non un’autobiografia come quella pubblicata nel 2013, “Who I am”, ma un romanzo che parla di sesso, droga e rock’n’roll. (Rockol)

 

Ciò che racconto nel libro non è una cosa che ho vissuto. Non sono mai stato neanche lontanamente accusato di stupro. Sì, di sesso ne ho fatto parecchio. E ho vissuto una vita abbastanza selvaggia. Ho bevuto molto. Però della mia vita ricordo ogni cose e sono sicuro di non poter essere accusato di stupro”.

“Per la cronaca: quell’arresto è stata una delle cose migliori che mi siano mai successe. Probabilmente mi ha salvato la vita. Mentre aspettavo che la polizia ispezionasse i miei computer, decisi di sottopormi a quella colonscopia che rinviavo da tempo. Il dottore mi indicò il polipo e disse: ‘Altri sei mesi e ti avrebbe ucciso’. Mi salvò la vita”.

“Sostenere enti di beneficenza che si occupano delle conseguenze dell’abuso sessuale sui minori è una cosa che mi sta particolarmente a cuore”.

Il romanzo potrebbe diventare anche un film: Townshend rivela infatti che i diritti sono stati già acquistati. Non è dato sapere, al momento, se il chitarrista reciterà nella pellicola: “Roger Daltrey sarebbe perfetto per il ruolo del protagonista”. (Rockol)

 

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