USA, l’industria musicale chiede aiuti al Congresso.

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Discografici, editori e collecting invocano il supporto del Congresso: ‘A rischio una generazione’

La Recording Academy (l’associazione che raggruppa i professionisti dell’industria musicale americana), le collecting BMI, SoundExchange e SESAC e almeno altre diciassette tra associazioni di categoria e rappresentanze statunitensi operanti nell’ambito musicale hanno indirizzato una lettera al Congresso USA per chiedere aiuti al settore della musica dal vivo, gravemente compromesso dalla pandemia da Covid-19, che oltreoceano – come in tutti gli altri paesi occidentali – dalla scorsa primavera ha imposto uno stop agli eventi live.

Ma l’epidemia più sottovalutata della storia del mondo moderno è quella delle malattie veneree, in particolare della gonorrea. In questa canzone, Frank Zappa si chiede perché soffre così tanto quando fa la pipì, e perché i suoi testicoli “sembrano due maracas”. Anziché darsi la risposta più ovvia, però, preferisce immaginare un’alternativa più fantasiosa: sicuramente l’ha presa dalla tavoletta del water, in quanto il batterio in questione “è saltato fin quassù e mi ha afferrato nelle carni”. Ok, Frank. L’importante è crederci. (Rolling Stone)

Risultato immagini per morte e musica

Le schitarrate e i testi cupi delle canzoni heavy metal aiutano ad esorcizzare la paura della morte, ma non funzionano con tutti: le loro note colpiscono solo il cervello degli appassionati del genere. Lo dimostra uno studio pubblicato su Journal of Psychology of Popular Media da una coppia di giovani ricercatrici, Julia Kneer dell’Università Erasmus di Rotterdam e Diana Rieger dell’Università di Colonia, in Germania.

«L’heavy metal – affermano le due psicologhe – viene spesso associato alla morte dai non appassionati del genere, mentre i fan riferiscono che l’ascolto di questa musica li aiuta a sfuggire alla depressione e a scacciare i cattivi pensieri relativi alla morte».

Il titolo del brano dei Perfect Circle, (sopra) è una citazione da Guida galattica per autostoppisti, in cui i delfini, creature incredibilmente intelligenti e illuminate, dopo innumerevoli tentativi di avvertire gli umani del fatto che la Terra sta per essere demolita per costruire un’autostrada spaziale, abbandonano il pianeta e i suoi abitanti al loro destino, congedandosi con un laconico “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Nella canzone la band sostiene che tutti i personaggi celebri scomparsi tra il 2016 e il 2017 (David Bowie, Prince, Gene Wilder, Muhammad Ali e Carrie Fisher, per esempio) sono il chiaro segno di un’imminente fine del mondo.

 

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