The Wall” dei Pink Floyd compie 39 anni.

0

Il 30 novembre del 1979 veniva pubblicato “The Wall”, il doppio album dei Pink Floyd – il loro undicesimo – e anche l’ultimo loro album di studio in cui figura la formazione David Gilmour/Roger Waters/Richard Wright e Nick Mason, prima del “licenziamento” di Wright. Diede origine a un imponente tour e a un film, “The Wall”, uscito nel 1982, diretto da Alan Parker e interpretato da Bob Geldof.

The Wall è l’undicesimo album in studio del gruppo musicale britannico Pink Floyd, pubblicato il 30 novembre 1979 dalla EMI.

Si tratta di un’opera rock incentrata sulla storia di un personaggio fittizio: una rockstar di nome Pink che, a causa di una serie di traumi psicologici, arriva a costruirsi un “muro” mentale attorno ai propri sentimenti dietro al quale si isola. I disagi, soprattutto infantili, che portano Pink a questa scelta drammatica sono la morte del padre verso la fine della seconda guerra mondiale, la madre iperprotettiva, gli insegnanti scolastici eccessivamente autoritari ed avvezzi alle punizioni corporali e i tradimenti della moglie.

L’album segnò anche la rovina della formazione classica dei Pink Floyd. Infatti il tastierista Richard Wright partecipò tardivamente alla registrazione dell’album (si era trasferito in Grecia con la sua nuova moglie); per questo motivo (come spiegato da Mason nel suo libro) Waters litigò con il tastierista e lo licenziò: durante il tour di promozione Wright partecipò solo come turnista.

Il successo dell’album fu enorme: fu l’album più venduto negli Stati Uniti d’America nel 1980, divenendo uno degli album doppi più venduti nel mondo.

Benché nei mesi successivi all’uscita il brano di maggior successo fra i 26 del doppio album sia stato “Another brick in the wall – Part 2”, alla lunga distanza la canzone che si è conquistata la vita più duratura è “Comfortably numb”-

tre anni dopo il disco uscirà nelle sale cinematografiche il film Pink Floyd – The Wall da un’idea di Roger Waters e per la regia di Alan Parker, che si avvalsero del fondamentale apporto del disegnatore Gerald Scarfe. Il risultato fu una pellicola assolutamente sperimentale, in cui a parlare sono soltanto la musica stessa della band e il montaggio, che svolge la sua funzione primaria nel mondo del cinema.

Condividi

Lascia una risposta