
Bob Dylan è arrivato alla sesta tappa del suo tour autunnale europeo, *Lights of Autumn*, e continua a riservare sorprese, grandi e piccole, in ogni concerto. Il 27 ottobre, alla Mitsubishi Electric Hall di Düsseldorf, in Germania, ha ripescato il classico “Not Dark Yet” – tratto dall’album *Time Out of Mind* – per la prima volta dopo sette anni.
L’esecuzione non ha avuto nulla a che fare con le 191 versioni dal vivo proposte nel corso degli ultimi tre decenni. Con una durata di soli quattro minuti e 30 secondi, il brano risulta più breve di due minuti rispetto alla registrazione in studio del 1997, pur includendo tutte le strofe. Dylan ha però introdotto una leggera venatura reggae, attenuando quell’atmosfera cupa che è praticamente il tratto distintivo del pezzo; versi oscuri come “sometimes my burden is more than I can bear” (a volte il mio fardello è più di quanto io possa sopportare) e “I know it looks like I’m movin’, but I’m standin’ still” (so che sembra che io mi stia muovendo, ma in realtà sono fermo) hanno assunto, inaspettatamente, una sfumatura luminosa e persino ottimistica.
È evidente che *Time Out of Mind* sia al centro dei pensieri di Dylan, dato che nelle tappe recenti del tour ha presentato anche nuovi arrangiamenti di “Trying to Get to Heaven” e “Million Miles”. L’acclamato album ha dato il via a una fase completamente nuova nella carriera dell’artista, facendogli guadagnare un Grammy come “Album dell’anno”; tuttavia, Dylan non è mai stato pienamente soddisfatto degli arrangiamenti curati dal produttore Daniel Lanois.
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