
È morta Claudia Cardinale. L’attrice aveva 87 anni, accanto a lei i figli nella sua casa di Nemours, vicino a Parigi, dove risiedeva stabilmente da qualche anno.
Indimenticabile come Angelica ne Il Gattopardo ed ex prostituta piena di coraggio per Sergio Leone nel western C’era una volta il west. La notizia è stata data dalla famiglia tramite l’agenzia France Press, mentre tutti i quotidiani francesi aprono con la notizia: "La mitica attrice italiana Claudia Cardinale è morta a 87 anni" titola Le Figaro. Anche Le Monde, che esce nel pomeriggio di domani, ha in prima pagina "La musa del cinema italiano muore a 87 anni". "Morte di Claudia Cardinale, c'era una volta in Italia" titola Libération. (Repubblica)
Dal primo film I soliti ignoti di Mario Monicelli fino agli ultimi lavori, di giovani autori, Claudia Cardinale ha realizzato più di 150 film. Così "la ragazza che non voleva fare il cinema" è diventata l'icona dell'italianità grazie alla collaborazione con i più grandi registi italiani da Visconti a Fellini, da Comencini a Ferreri, da Leone a Blake Edwards. Ha lavorato anche per Hollywood da cui però è fuggita.
Nata a Tunisi il 15 aprile 1938, figlia di siciliani che avevano trasferito oltre mare le loro piccole attività commerciali, Claudia Cardinale sarebbe diventata forse maestra se la sorte non le avesse offerto, quasi per gioco, una apparizione nella coproduzione "I giorni dell'amore" con la star egiziana Omar Sharif sullo stesso set.
Era nel 1956 e l'anno dopo quella ragazzina dallo sguardo corrucciato, il corpo da donna e l'animo da bambina, gli occhi ardenti e curiosi si sarebbe ritrovata suo malgrado eletta reginetta di bellezza a un concorso promosso dall'agenzia di promozione del cinema italiano in Tunisia.
Diventare una donna copertina non piacque però per nulla all'adolescente Claudia che, sbarcata a Roma per frequentare la Scuola Nazionale di Cinema dopo un viaggio premio alla Mostra di Venezia, lasciò tutto dopo tre mesi. Tornò a Tunisi ma si scoprì incinta dopo un drammatico stupro che tenne segreto a tutti.
A salvarla dallo scandalo fu il produttore Franco Cristaldi che, al corrente del segreto, le offrì un contratto con la casa di produzione Vides e la riportò in Italia facendola debuttare ne "I soliti ignoti" di Mario Monicelli (1958). (ANSA)
