Così il diario di McCartney tornò al suo proprietario

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Due ragazze, romane, poco più che trentenni, hanno tenuto in un cassetto per oltre 20 anni il diario di casa McCartney,

Un’agenda piena di appunti e disegni, ma anche il diario della fine dei Beatles. Francesca e Bianca De Fazi hanno deciso di riconsegnarlo alla star dopo il grande concerto dei Fori Imperiali. “Naughty girls, cattive ragazze”, ha detto lui scherzando. In viaggio, ha riletto l’agenda e arrivato a Londra ci ha confermato l’autenticità del diario.

Per vent’anni nella casa di due ragazze romane, il diario di Paul McCartney nei giorni della rottura con i Beatles è stato riconsegnato ieri pomeriggio al cantante, il giorno dopo il concerto dei Fori imperiali. Fuori dall’albergo di Trinità de’ Monti sono riuscite a convincere il più cattivo dei ragazzi della security:  “Naughty girls, cattive ragazze…”, ha detto andandogli incontro e prima di firmargli un autografo con dedica. ( Fonte Repubblica) 

In viaggio verso Londra sir Paul ha avuto modo di rileggere quel preziosissimo diario stracolmo di ricordi, e ha confermato l’autenticità dell’agenda. “Forse è successo perché gli è veramente piaciuto il concerto di Roma”, ha aggiunto scherzando pensando a questo singolare ravvedimento dopo tanti anni.

Un sogno diventato realtà perché quelle due ragazze, Francesca e Paola custodivano un segreto che gli ha spalancato la porta della suite imperiale, un lasciapassare conservato nella loro cameretta di sorelle in cima a una pila di libri, per venti lunghissimi anni. È il diario del 1970, l’agenda di casa McCartney, giorni di vita felice con Linda e i bambini nell’anno fatidico dello scioglimento dei Beatles. Tante piccole pagine a righe bianche di un quaderno rosso, in cui le annotazioni degli incontri con la stampa si mescolano in un’allegra confusione con disegni di mano infantile, e dove i giorni scorrono, una pagina dopo l’altra, tra anniversari di matrimonio e compleanni, passeggiate sulle colline con gli amici e gite a cavallo, il calendario scolastico agli appuntamenti con i discografici.

Ma non solo. Alcune frasi portano il segno della storia: “Arriva John per discutere lo scioglimento della partnership”.

“Tutto è cominciato nella Pasqua del 1980. Papà ci aveva portato a Londra con i nostri fratelli per una vacanza di pochi giorni. Sono cose che ha sempre fatto da quando abbiamo perso la mamma. Eravamo due ragazzine e i Beatles per noi erano davvero un mito”

Quel giorno di ventitrè anni fa, le due sorelle De Fazi si avventurano per St. John Woods, trovano con l’aiuto di certe amiche più scaltre la casa di McCartney, scattano qualche foto ricordo davanti all’ingresso. “C’erano dei lavori di ristrutturazione in corso e il cancello era aperto. Abbiamo preso coraggio e siamo entrate”, ricorda ancora Francesca, la più grande:

“Non avevamo paura no, non ci spaventava proprio niente”, aggiunge Paola, la bruna, puntualizzando che il suo nome d’arte è Bianka, lo stesso pseudonimo con cui canta: “C’era di tutto, pizze cinematografiche, filmati. Noi abbiamo preso l’agenda, un paio di stivaletti, della carta da musica, e siamo corse via… Fuori le nostre cugine facevano da palo”.

 

 

Tante piccole pagine a righe bianche di un quaderno rosso, in cui le annotazioni degli incontri con la stampa si mescolano in un’allegra confusione con disegni di mano infantile, e dove i giorni scorrono, una pagina dopo l’altra, tra anniversari di matrimonio e compleanni, passeggiate sulle colline con gli amici e gite a cavallo, il calendario scolastico agli appuntamenti con i discografici.

 

 

 

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