Video story – Jimi Hendrix: the last 24 Hrs

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Le ultime ore di Jimi Hendrix: i video dei concerti e la ricostruzione delle ultime 24 ore di vita.

Londra, 18 settembre 1970.
Alle 11 e 45 circa, il corpo di James Marshall Hendrix giunge esanime al pronto soccorso dell’ospedale St. Mary Abbot’s di Kensington. Lì, dopo essere stato identificato dal road manager inglese Gerry Stickells, viene analizzato dal Dottor Seifert, medico legale, che ne dichiara ufficialmente la morte. Sono le 12 e 45. L’analisi successiva, condotta dal coroner di West London, Dottor Gavin Thurston, conferma il primo referto: il chitarrista americano è morto per soffocamento dopo aver ingurgitato il proprio vomito. Il tutto a causa di un’intossicazione da barbiturici.

Ci sono parecchie versioni dei fatti. Di sicuro (anche se l’ora esatta non è chiara) Jimi si reca al party di Peter Cameron dove c’erano Devon Wilson e Angie Burdon, moglie di Eric, leader di The Animals e grande amico di Hendrix. Lì, prende una certa quantità di amfetamine (Durophet meglio conosciuto con il nome di Black Bomber) le cui tracce vengono poi riscontrate nell’esame tossicologico effettuato sul cadavere. Poi torna da Monika che, nel tempo, rilascia testimonianze contraddittorie. In tutte sostiene che Jimi ha preso dei tranquillanti per dormire.

E che il medicinale tedesco in questione (il Vesparax) era molto forte. In genere la posologia era mezza pasticca: ma pare che Jimi se ne sia ingollate nove! E che la miscela di alcol, amfetamine e barbiturici abbia prodotto lo stato comatoso dal quale non s’è più risvegliato. Secondo Monika, lei e Jimi hanno chiacchierato amabilmente sino alle 7 del mattino prima di addormentarsi in due letti diversi. Verso le 10 e 30 (ma altre volte ha detto fossero le 11) lei lo trova svenuto in una pozza di vomito. Presa dal panico, telefona a Eric Burdon che le intima di chiamare un’ambulanza.

 

 

 

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