Keith Moon: Le sue ultime 24 ore

0

Il 7 settembre 1978, Keith Moon, il batterista degli Who, dopo aver trascorso la serata con Paul McCartney e sua moglie Linda, ritornò a casa con la sua fidanzata, Annette Walter-Lax, e prese 32 pastiglie di clometiazolo.

  Iniziò a vedere a letto il film L’abominevole dottor Phibes, chiese ad Annette di cucinargli una bistecca e delle uova e poco dopo morì nel sonno quella stessa notte, all’età di trentadue anni.

Secondo Townshend, Moon stesso ci teneva a coltivare la propria reputazione distruttiva. Una volta, mentre era in limousine sulla strada per l’aeroporto, Moon insistette di voler tornare indietro all’hotel, affermando: «Mi sono dimenticato una cosa. Dobbiamo tornare indietro!». Quando l’auto raggiunse l’hotel, Moon tornò nella sua stanza, prese il televisore, e lo gettò fuori dalla finestra direttamente nella piscina sottostante. Moon quindi lasciò l’hotel risalendo in macchina, dicendo: «Quasi me ne dimenticavo».

Il comportamento di Moon fece bandire la band da numerose catene di hotel in tutto il mondo, inclusi Holiday Inn, Sheraton, Hilton Hotels e Waldorf Astoria.

Nel 1967, Moon compì l’atto distruttivo forse più celebre della sua vita nell’Hotel Holiday Inn di Flint, nel Michigan. Secondo il libro Local DJ, a Rock & Roll History, la band si stava esibendo nella zona come gruppo d’apertura in un concerto degli Herman’s Hermits. Dopo lo show, si tenne un party per celebrare il 21º compleanno di Moon. Già abbondantemente “alterato”, Moon iniziò la festa gettando un candelotto di dinamite nella tazza del gabinetto della sua stanza facendolo esplodere in mille pezzi.

Dopo aver distrutto il bagno, Moon salì a bordo di una Cadillac (Moon disse che si trattava di una Lincoln Continental, secondo altre fonti sarebbe stata invece una Rolls-Royce) e la guidò finendo dentro la piscina dell’hotel. L’autore del libro, Peter C. Cavanaugh, testimone dell’evento, ricordò l’episodio in un documentario sulla scena rock degli anni sessanta

La direzione dell’Holiday Inn aveva in precedenza già tollerato i comportamenti eccessivi di Moon dato che i danni erano stati sempre pagati. Tuttavia, dopo l’incidente della festa al Flint, la compagnia bandì a vita sia Moon che il resto dei The Who da tutti i loro alberghi.

Nel corso del “Quadrophenia Tour” del 1973, durante il concerto alla Cow Palace Arena di Daly City, California, Moon ingerì una grossa quantità di tranquillanti mischiati a brandy. Moon collassò sul palco svenendo sulla sua batteria mentre il gruppo stava suonando la canzone Won’t Get Fooled Again. La band smise di suonare e un gruppo di roadie portò Moon nel backstage. Dopo una doccia fredda e una dose di cortisone, lo rimandarono in scena dopo circa una mezz’ora. Tuttavia, Moon svenne nuovamente durante l’esecuzione di Magic Bus e fu definitivamente trasportato via. La band continuò lo show senza di lui ancora per qualche canzone. Infine, Townshend chiese al pubblico: «Qualcuno sa suonare la batteria? – Voglio dire “per davvero”». Un batterista locale, Scot Halpin, rispose alla chiamata, salì sul palco, e suonò la batteria per il resto del concerto.

l cantante Alice Cooper ricordò il proprio gruppo di bevute, i “The Hollywood Vampires”, raccontando che Moon spesso si presentava vestito da Papa, uno dei molti costumi che indossava per suscitare l’ilarità degli amici (altri suoi travestimenti celebri erano quello da suora e quello da ufficiale nazista).Gli Hollywood Vampires erano frequentati anche da altri amici di Moon come John Lennon, Ringo Starr, Keith Richards, Ronnie Wood, e l’attore Oliver Reed (che all’epoca stava girando il film Tommy).

Targa commemorativa al Golders Green Crematorium.

Backstage di Keith Moon

 

Moon the Loon

 

Condividi

Lascia una risposta