Keith Richards / Life documentario

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Video storia di Keith Richards ( full movie) di Life e Drug Story più altre clip del chitarrista degli Stones.

Keith Richards potrebbe anche essersi ammorbidito con l’età, ma come può confermare chiunque abbia letto la sua biografia, l’iconico chitarrista dei Rolling Stones ha fatto parecchio casino nella sua vita. In onore di Crosseyed Heart – il suo nuovo album da solista, il primo dal 1992, uscito il 18 settembre – diamo uno sguardo indietro ai momenti più bizzarri e selvaggi della carriera di Richards, ormai sotto i riflettori da oltre 50 anni.

Conoscete già tutti il momento in cui Keith sniffò le ceneri di suo padre («A mio padre non sarebbe importato, non gliene fregava di un cazzo», ha detto Richards del fattaccio). Ma che dire di quando è saltato fuori dalla finestra della casa in fiamme di Laurel Canyon con indosso solo una “magliettina”? O di quando è stato sveglio per nove giorni di fila durante la registrazione di Some Girls? Quei racconti e molti altri vi aspettano nella nostra ampia carrellata di momenti “da Keith”.

«L’adrenalina è la cosa più incredibile che abbiamo», ha detto Richards a un giornalista nel 1992. In effetti, la sua capacità di andare avanti senza dormire è incredibile. Ha registrato Before They Make Me Run, dall’album Some Girls del 1978, in un’unica tirata di cinque giorni («Quando un ingegnere dormiva sotto la scrivania, ne chiamavo un altro per andare avanti», ha scritto su Life). Il suo record attuale è, in realtà, quasi il doppio: «Nove giorni senza chiudere occhio», dice vantandosene. «Mi sono addormentato in piedi, alla fine… stavo mettendo un’altra cassetta su uno scaffale, e mi sentivo benissimo, tempo di girarmi mi sono addormentato. Sono caduto sbattendo contro il bordo della cassa. Mi sono svegliato in una pozza di sangue chiedendomi se fosse vino rosso».

«Ho imparato a sciare quando ero un drogato», si vantava una volta Richards. Nel 1972, Richards, che non poteva entrare inFrancia per fatti di droga e in Gran Bretagna per motivi fiscali, andò in uno chalet a Montreux con Anita Pallenberg e la loro famiglia. Pallenberg ricorda con affetto i loro giri in Bentley e Ferrari con un un bel po’ di amici. Tra una festa e l’altra, Richards ha trovato il tempo per iniziare a sciare e chi era presente lo ricorda come uno che si prendeva parecchi rischi sulle piste. «La ragione per cui sono riuscito a sopravvivere è la roba di prima qualità», ha detto riguardo la qualità della droga durante il suo periodo di esilio in Svizzera. «Avrei fatto qualsiasi cosa per averla, e visto che dovevo passare dalle frontiere, ho dovuto capire come risolvere la situazione!»

Richards è quasi morto parecchie volte, ma c’è stata una volta che lui definisce “la più spettacolare”. Il 3 dicembre 1965, mentre suonava The Last Time di fronte a 5mila persone a Sacramento, la sua chitarra toccò l’asta del microfono, uscì fuori una fiammata e Richards cadde a terra senza sensi. Il promoter Jeff Hughson pensò che qualcuno gli avesse sparato. Lo spettatore Mick Martin disse, «ho letteralmente visto Keith volare indietro in aria. Ho pensato che fosse morto. Sono rimasto inorridito. Siamo rimasti tutti così». Si scoprì poi che Richards era stato colpito da un sovraccarico del microfono, è stato quindi intubato e portato in ospedale. Richards adesso ricorda ridendo quello che ha sentito dire da un medico: «Beh, potrebbe risvegliarsi come non potrebbe farlo mai più». Richards potrebbe essere sopravvissuto grazie alle spesse suole delle sue scarpe di suede Hush Puppies, che hanno fatto da messa a terra. La notte successiva tornò sul palco.

Nel 1972, in una tappa del tour a Chicago, Richards e il sassofonista Bobby Keys vennero invitati a stare alla Playboy Mansion di Hugh Hefner e quasi causarono un incendio mentre erano in bagno a drogarsi. «Bobby dice: “C’è del fumo qui”», Richards ha ricordato su Life. «E poi, poco dopo, sentiamo bussare alla porta, troviamo i camerieri e un po’ di ragazzi vestiti di nero che portano dei secchi d’acqua. Apriamo la porta, ci mettiamo a sedere a terra con gli occhi sgranati». La casa è stata salvata, ma, come fa notare Richards, Hefner spostò la Playboy Mansion a Los Angeles.

 

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