
L'astronauta immaginario di David Bowie è da tempo parte della leggenda del rock, eppure la sua identità completa è rimasta un mistero, fino ad ora. (Dailyrecord)
Un tesoro di 90.000 oggetti provenienti dall'archivio del defunto cantante di Starman, ora ospitato nel nuovo East Storehouse del V&A, rivela una sinossi manoscritta per un film intitolato Young Americans che getta nuova luce sulla sua identità.
Le due pagine di carta A4 raccontano la storia dell'"asso dei jet britannico.....Maggiore Tom Brough", coinvolto in un piano per simulare gli allunaggi. A un certo punto, Bowie sembra fare riferimento al suo famoso testo di Space Oddity del 1969, scrivendo: "La sala di controllo è tesa e vigile mentre Tom scende la scala".
Il film da lui proposto, che non ha nulla a che fare con l'omonimo album del 1975, non fu mai prodotto. In Space Oddity, la sfortunata esplorazione spaziale del Maggiore Tom si conclude con lui alla deriva nello spazio dopo aver perso il contatto con il Centro di Controllo, riporta il Mirror.
Bowie canta alla fine: "Here am I floating 'round my tin can, far above the moon. Planet Earth is blue, and there's nothing I can do."
Il personaggio riappare nel 1980 in Ashes to Ashes, dove il Maggiore Tom è caduto vittima della tossicodipendenza e vaga nello spazio. Si ritiene che Bowie abbia basato in parte il testo sulle sue esperienze personali con la tossicodipendenza negli anni '70.
