Rihanna rifiuta il Superbowl per protesta

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Una scelta a supporto di Colin Kaepernick, ex quaterback dei San Francisco 49ers senza contratto da due anni, quando si inginocchiò durante l’inno americano per protestare contro il razzismo e i metodi brutali della polizia.

Rihanna ha voltato le spalle al Super Bowl (una delle vetrine più importanti negli Stati Uniti) in segno di protesta. La cantante era stata contattata per esibirsi durante l’intervallo, ma ha rifiutato per solidarietà nei confronti dell’ex quarterback Colin Kaepernick. Il giocatore della National Football League è stato il primo sportivo a restare seduto durante l’inno, in segno di protesta contro il razzismo e la polizia violenta.

“Us Weekly” la Nlf e Cbs, che trasmetterà la finalissima del campionato il prossimo febbraio, hanno invitato la popstar ad esibirsi durante l’intervallo (half-time show) ma lei ha rifiutato a causa della posizione della lega football sulla protesta dell’inno prima delle partite. Dopo il due di picche dell’artista, l’organizzazione del Super Bowl si è rivolta ai Maroon 5.

Rihanna si era esibita durante il famoso Desert Trip di due anni fa insieme a Paul McCartney.“Abbiamo trovato qualcuno sotto  i 50 anni!” Così ha scherzato Macca la notte scorsa, nel secondo weekend  Desert Trip. L’ex Beatle durante l’esibizione è stato raggiunto sul palco da Rihanna e i due hanno eseguito FourFiveSeconds. Durante il primo weekend, invece, McCartney e Young avevano realizzato un medley delle più famose canzoni del quartetto di Liverpool, incluse A Day in the Life e Why Don’t We Do It in the Road.

 

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