Stoned: Jo Wood pubblica foto inedite degli Stones

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Un libro fotografico con gli scatti dell’ex moglie di Ronnie Wood racconta la vita fuori dal palco degli Stones

Il libro contiene oltre 500fotografie, note, commenti, ricordi personali e aneddoti legati alla carriera dei Rolling Stones.

Il volume si intitola “Stoned: photographs and treasures from life with the Rolling Stones”, ossia  Jo lo ha pubblicato con l’approvazione dello stesso Ronnie Wood, che del progetto dice: “Queste immagini sono fantastiche. Sono rimaste nascoste per anni”. Le foto ripercorrono la storia dei Rolling Stones dal 1985 al 2009, i ventiquattro anni che Jo Wood (oggi 64enne) ha trascorso al fianco di Ronnie – dalla loro unione nacquero Leah e Tyrone Wood, due dei sei figli del chitarrista.  (Rockol)

“Ho visto Ronnie solo per un paio di settimane quando è andato a New York con i Rolling Stones nel 1977. Non ero sicura se quella fosse la fine della nostra relazione, ma poi ha chiamato dall’America e mi ha invitato a Parigi. Riuscii ad arrivarci e a trovare l’hotel, solo per  farmi dire che non c’era il signor Wood e, in ogni caso, erano al completo per la settimana della moda di Prêt-à-Porter.

Devo essere sembrata disperata, perché l’uomo alla reception ha avuto pietà di me e ha detto che potevo stare in una delle stanze delle cameriere. Non avevo soldi, quindi rimasi lì tutta la notte a chiedermi come avrei potuto uscire di lì il giorno dopo senza essere scoperta .

Alle 6 ho ricevuto una telefonata dalla reception.

‘Sì. Voglio dire, oui. ‘

‘Abbiamo un signor Wood in piů che ti sta chiedendo. Devo mandarlo su? ‘

‘Sì, ​​sarebbe meraviglioso.’

Mi misi il pareo e, prima che me ne accorgessi, c’era Ronnie alla porta con un grande sorriso sul viso, che mi diceva che gli dispiaceva. Il Concorde aveva fatto scoppiare un motore e avevano dovuto atterrare in Irlanda.

“Non so raccontare come nacque la passione per le foto. Forse avevo bisogno di tenermi impegnata. Non erano le migliori fotografie, le mie, ma erano istantanee di quei momenti. Volevo fotografare tutto ciò che vedevamo. Ora, a distanza di anni, riesco a comprendere di aver fatto parte di un mondo incredibile. Con gli Stones si facevano sempre un sacco di feste e in ogni città in cui facevamo tappa succedeva qualcosa. Gli Stones sono una grossa macchina, ma prima di tutto sono una famiglia: ed è ciò che viene mostrato in questo libro”.

 

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