
Self Esteem ha ottenuto il suo primo ruolo cinematografico importante in *Mountain*, un dramma di formazione ambientato nel Galles degli anni '80.
L'artista – il cui vero nome è Rebecca Lucy Taylor – ha orientato sempre più la sua carriera verso la recitazione negli ultimi anni, dopo alcune esperienze nel West End: nel 2023 ha recitato in *Cabaret* e, all'inizio di quest'anno, nello spettacolo *Teeth ‘n’ Smiles* di David Hare.
La BBC Wales ha confermato che l'artista reciterà al fianco di Peter Mullan, Iwan Rheon e Seth Isaac Thomas in *Mountain*, film diretto dall'attore e regista gallese Celyn Jones. La colonna sonora originale è stata composta da Bill Ryder-Jones.
Il film segue la storia di un giovane ragazzo che cresce nel Galles del Nord durante gli anni '80, alla ricerca di amicizia e di un senso di appartenenza alla comunità. La sua vita cambia quando incontra il personaggio interpretato da Mullan, un uomo che vive in solitudine su una montagna; tra i due nasce un legame duraturo.
Le riprese, iniziate a giugno ad Anglesey, si sono concluse; Jones ha descritto il lavoro svolto nella sua città natale, Holyhead, come un "ritorno a casa emotivo e spirituale".
Taylor ha recitato nelle serie Sky *I Hate Suzie* e *Smothered* prima di interpretare Sally Bowles nella produzione teatrale londinese di *Cabaret* nel 2023; inoltre, all'inizio di quest'anno, è stata protagonista del revival per il 50° anniversario di *Teeth ‘n’ Smiles* di Hare presso il Duke of York Theatre.
A marzo, l'artista aveva spiegato questa transizione verso la recitazione, dichiarando di sentirsi "esausta" e "stufa" dopo l'intensa esperienza legata alla pubblicazione e al tour del suo terzo album, *A Complicated Woman*, avvenuti l'anno scorso. Ha raccontato che *Teeth ‘n’ Smiles* le ha fatto capire di essersi sentita «un po’, sai, morta, per un certo periodo», per poi riflettere: «È come dire: sai una cosa? Mi ha rovinato la vita. A volte sono sprofondata nella depressione più nera a causa della musica. E poi mi dico: ma in fondo sono solo canzoni, no? Hai pur sempre un tetto sopra la testa, cazzo!»
