
Il documentario, della durata di 90 minuti, andrà in onda su BBC Two e BBC iPlayer nell'autunno del 2026, ma una data di uscita definitiva non è ancora stata annunciata. Il documentario esplorerà il periodo trascorso dall'icona a Berlino tra il 1976 e il 1978.
Bowie si era notoriamente ritirato dalla fama e si era trasferito a Berlino nel 1976 per liberarsi dalla dipendenza da cocaina e dare una svolta alla sua carriera. Il trasferimento si sarebbe rivelato fondamentale, poiché avrebbe dato vita a tre album leggendari: "Low", "Heroes" e "Lodger", noti anche come la Trilogia di Berlino.
Bowie In Berlin presenterà filmati d'archivio del leggendario musicista, oltre a rare interviste con quattro donne che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Bowie durante il suo soggiorno berlinese: Clare Shenstone, Romy Haag, Sarah-Rena Hine e Sydne Rome. Bowie considerava tutte e quattro le donne le sue muse, e ognuna di loro gli ha offerto un approccio diverso all'arte e alla vita.
Il produttore di Bowie, Tony Visconti ricorda un racconto inedito con David Bowie a Berlino
48 anni fa, con "Low" di David Bowie, iniziò una nuova era musicale. Il risultato fu un LP che terrorizzò la RCA Records, che lo considerò un suicidio commerciale rispetto ai recenti successi di Bowie.
Il produttore ha raccontato la storia, che coinvolge anche Iggy Pop, a BBC Radio 6 Music (7 gennaio). Visconti ha spiegato che "Weeping Wall" è stata scritta "perché vivevamo in una città devastata dalla guerra" durante le registrazioni.
"Berlino era divisa in quattro parti e la parte più triste era quella orientale", ha ricordato. "Ogni tanto ci avventuravamo attraverso il Checkpoint Charlie ed entravamo a Berlino Est durante il giorno, cenavamo e passeggiavamo. Ci era permesso farlo. Eravamo sorvegliati con molta attenzione.
