
In sintesi, il concetto di "frontman sbagliato" si verifica quando un membro non abituale canta una hit, ma il risultato è così forte da diventare iconico, o quando la voce principale, pur essendo la "giusta", non è quella "prevista" per un brano specifico.
“Happy” The Rolling Stones (1972)
«Non era un pezzo da Rolling Stones», ha detto Keith Richards, che ha scritto e registrato Happy in quattro ore durante le session di Exile on Main St., mentre aspettava l’arrivo del resto della band nella cantina della Villa Nellcôte: Jimmy Miller alla batteria, Bobby Keys al sax baritono, chitarra e basso sovraincisi da Richards stesso. In ogni disco degli Stones una canzone è sempre affidata a Keith Richards, e Happy è quella che è diventata una hit: numero 22 negli Stati Uniti, numero 5 in Francia, il Paese dove l’ha composta. «Ho scritto io le parole di Happy, ma non so da dove mi siano uscite», ha detto.
“Africa” Toto (1983)
Band di eccellenti professionisti, i Toto non erano soliti dare grande risalto al cantante, e di solito erano Bobby Kimball e Steve Lukather a occuparsi della voce. Eppure, nel loro unico singolo numero uno, è stato il coautore David Paich a impugnare il microfono. Quel pezzo aveva fatto andare in confusione la band. «Prima ci provò Bobby, poi tentò di cantarla Lukather. Ma quella canzone era ciò che definirei uno ‘scioglilingua alla Elton John’: c’erano un sacco di parole in un lasso di tempo molto piccolo. Quindi alla fine l’ho cantata io perché ero l’unico che riusciva a pronunciarle in modo abbastanza veloce», racconta Paich.
“Don’t Look Back in Anger” Oasis (1996)
Per (What’s the Story) Morning Glory?, secondo album degli Oasis, Noel Gallagher ha proposto al fratellino minore Liam (voce principale della band) due pezzi, entrambi potenziali singoli di successo. Gli disse di sceglierne uno da cantare; l’altro se lo sarebbe tenuto per sé. Liam scelse saggiamente Wonderwall, lasciando a Noel questa power ballad che schizzò in vetta alle classifiche britanniche. Noel si è abituato in fretta a cantare al posto del fratello: quando Liam decideva di dare buca perché non stava bene o era arrabbiato, era il chitarrista a interpretare tutti i pezzi, come nel famoso MTV Unplugged del 1996 dove Liam se ne rimase tutto il tempo seduto.
Fleetwood Mac - "Dreams": Stevie Nicks era la cantante principale, ma la band ha avuto successi con brani cantati da Lindsey Buckingham o Christine McVie, dimostrando che la forza del gruppo non dipendeva da una sola voce, anche se Nicks è la "frontwoman" per eccellenza.
“Take It to the Limit” The Eagles (1975)
Questa seducente ballata country, l’unico singolo degli Eagles cantato dal bassista della formazione originale Randy Maisner (che ne è anche l’autore principale), raggiunse la quarta posizione in classifica diventando uno dei maggiori successi della band. «È stato il nostro primo disco d’oro per un singolo, forse l’unico», disse Glenn Frey.
«Mi ricordo che ero molto felice per Randy. Avevamo cercato, senza successo, di trovare un pezzo adatto a lui, o scritto da lui, che potesse diventare un singolo di successo… E alla fine ci siamo riusciti con Take It to the Limit». Due anni dopo, tra Meisner e Frey scoppierà una lite furibonda nel backstage a Knoxville, quando un Meisner in preda ai dolori si è rifiutato di cantare un pezzo con note così alte. Meisner finirà poi per lasciare la band.
