Neil Young “After the Gold Rush” 50 anni-ristampa e film

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Alla riedizione deluxe della sua pietra miliare, il cantautore canadese vorrebbe abbinare il video di una performance tenuta allo Shakespeare Theater di Stratford nel 1971

After the Gold Rush” quest’anno compirà cinquant’anni. Si tratta di una delle pietre miliari firmate da Neil Young, un album che contiene canzoni come “Southern Man” e “When You Dance I Can Really Love”. (Rockol.it)

L’album sarà abbinato a un concerto girato allo Shakespeare Theatre di Stratford, nel Connecticut, il 22 gennaio 1971, appena tre giorni dopo la sua famosa esibizione alla Massey Hall di Toronto. “Mentre Massey Hall è stato un ritorno a casa per me e ha significato così tanto tempo, per fortuna registrato su un registratore a 7,5 ips di David Briggs – non è stato girato”, scrive Young. “All’epoca, Massey Hall è stata per me la mia migliore esibizione acustica fino ad oggi. Un trionfo! Una celebrazione! È così che mi sono sentito in quel momento “.

“Se oggi ascoltiamo e paragoniamo il live di ‘Massey Hall’ con quello allo ‘Shakespeare Theater’ sia io che John Hanlon (il produttore, ndr) troviamo che quest’ultima esibizione sia superiore, una performance più distesa, senza l’atmosfera celebrativa della prima. Fu un evento molto speciale. E dico ai miei fan che secondo me si tratta dell’esibizione migliore in assoluto. È un simbolo di quell’epoca. Personale ed emozionante, definisce quel momento”.

Non c’è ancora una data stabilita, ma il progetto potrebbe vedere la luce intorno alla data di uscita di “After the Gold Rush”, il 19 settembre 1970. Lo spettacolo di Neil Young alla Massey Hall è stato a lungo considerato una specie di “ritorno a casa” per la leggenda del folk rock.

Tuttavia il live non è mai stato ripreso, motivo per cui è stato pubblicato esclusivamente su cd nel 2007. Sia Young che i fan l’hanno sempre considerata una delle sue migliori performance dall’era “After the Gold Rush”. Ma Young, oggi, non la pensa più del tutto così e mette un gradino sopra proprio quella che farà parte del cofanetto in uscita quest’anno:

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Neil Young festeggia 75 anni. Ecco tutte le sue canzoni più importanti da scoltare. Scrolla sotto per la playlist

Dopo aver debuttato giovanissimo con la storica formazione dei Buffalo Springfield e aver raggiunto il successo nel supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young,Neil si è imposto come uno dei più carismatici e influenti cantautori degli anni settanta , contribuendo a ridefinire la figura del songwriter con album come After the Gold Rush e il vendutissimo Harvest.

Artista solitario e tormentato, capace di passare con disinvoltura dalla quiete della ballata acustica alla brutalità della cavalcata rock, per l’approccio spesso volutamente “grezzo” che contraddistingue tanto i suoi dischi quanto i suoi concerti è stato considerato da alcuni un precursore del punk,mentre la ruvida passione delle sue performance ha spinto tanto la critica quanto gli appassionati e gli stessi musicisti ad acclamarlo negli anni novanta padrino del grunge. È stato inoltre un personaggio determinante per l’evoluzione di generi come l’alternative country e l’alternative rock in generale. ( da Wikipedia)

Tratti inconfondibili del suo stile sono la voce acuta e nasale, la chitarra “sporca” e cacofonica, i testi introspettivi e malinconici (specie nella cosiddetta Trilogia del dolore,[8] culminata nell’album Tonight’s the Night,[9] da molti ritenuto il primo concept album della storia del rock a misurarsi con temi quali il dolore e la perdita) nonché l’immancabile camicia di flanella, divenuta negli anni un autentico status symbol alternativo.

la frontiera di Neil Young

Harvest è sicuramente il disco più riconoscibile della discografia di Young, il suo “classico” e la consacrazione nell’olimpo della musica mondiale. È un disco delicato e rurale, che nasconde al suo interno i contorni delle sue composizioni più spettrali, una su tutte la tragica Needle And The Damage Done. ( rolling stone italia)

droghe e affini

Dopo la morte per overdose del roadie Bruce Barry e di Danny Whitten dei Crazy Horse, Neil Young scrive i suoi dischi più oscuri. Il primo è  On the Beach,  . «Tonight’s the Night è un disco sull’overdose. Parla della vita, della droga e della morte», ha detto nella sua prima vera intervista per Rolling Stone, nel 1975. «L’abbiamo registrato per riempire un vuoto».

Scopri di più su http://www.videomuzic.eu/neil-young-75-anni-e-tanta-musica/#jXHzXuor2rMrOQg2.99

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