
Se mai ci fosse un fondo di verità nella pubblicità, lo si può trovare nel poster del tour di Raye, un vero e proprio sovraccarico sensoriale intitolato "Questo tour potrebbe contenere nuova musica": "Questo tour potrebbe anche contenere: finali drammatici, una sezione di fiati, passione dal vivo, almeno per quanto riguarda le cover jazz, possibili divagazioni (chiacchiere eccessive e inutili), una nota potente e graffiante, un segmento in stile night club, archi dal vivo e un abbraccio musicale, qualora ne aveste bisogno."
📹 RAYE performing in New York, NY at Radio City Music Hall today! 🇺🇸 pic.twitter.com/nbKBrPsELY
— RAYE LIFE (@RayeChina) April 16, 2026
Giovedì sera, al secondo di due concerti sold-out nella leggendaria e sfarzosa Radio City Music Hall di New York, ha portato proprio questo: ha aperto con una versione travolgente di "Where Is My Husband?", il singolo di lancio del suo ultimo album, "This Music May Contain Hope", e da lì in poi sono state due ore e mezza di pura Raye, accompagnata da una mini-orchestra di 20 elementi in smoking.
La grandiosità è il cuore pulsante di "This Music May Contain Hope", il secondo album di RAYE, ed è davvero impressionante. Per realizzare questa magnificenza, l'artista, il cui vero nome è Rachel Keen, si muove attraverso una miriade di sonorità nei 73 minuti di durata dell'ambizioso disco, dalle ballate melodrammatiche ai brani funk esaltanti e, naturalmente, al jazz-pop per cui è diventata famosa. È indubbio che ci sia molto da assimilare, ma la genialità che scaturisce dall'approccio senza freni e totalmente dedito di RAYE vale il viaggio.
"This Music May Contain Hope", un concept album incentrato sul superamento delle insicurezze e delle delusioni amorose, è concepito come una stravagante rappresentazione teatrale. Qui, RAYE è sia la protagonista che la narratrice onnipresente. "Permettetemi di descrivere la scena. La nostra storia inizia alle 2:27 di una notte piovosa a Parigi. Che il tuono abbia inizio", dice nel brano d'apertura "Girl Under The Grey Cloud", accompagnato da archi orchestrali. Ci sono altri frammenti di parlato sparsi per tutto l'album, che conferiscono intelligentemente maggiore struttura e concretezza al disco, quasi come ascoltare la registrazione del cast di un musical di Broadway.
Il brano d'apertura "I Will Overcome" la vede scorrere angosciata il suo telefono per le strade piovose di Parigi, con una colonna sonora orchestrale che ricorda Sondheim nei suoi momenti più melodrammatici.
