
Ronnie Wood torna nell'ex appartamento londinese di Jimi Hendrix per una nuova mostra dei suoi dipinti e racconta aneddoti sul suo vecchio amico.
Crediti immagine principale: 'Press'.
Presentando la sua collezione nell'ex appartamento di Hendrix, Wood ha parlato a NME di un lato dell'indimenticata icona del rock poco noto al pubblico, del suo desiderio di tornare a Glastonbury con gli Stones "da un momento all'altro" e delle speranze (o la loro assenza) per una reunion dei Faces.
Io e Jimi. Condividevamo una casa a Holland Park – quella di Pat [PP] Arnold – e lui mi regalò un basset hound di nome Snoopy che faceva i bisogni dappertutto.
Pat disse: "O se ne va il cane, o ve ne andate voi due". Allora Jimi propose: "Perché non me ne vado io e tu tieni il cane? Tanto devo comunque cambiare casa". Come coinquilino era piuttosto tranquillo: sempre fatto di Quaalude. E di canne. Molto rilassato. Se ne stava lì seduto a suonare la chitarra, ora da destro ora da mancino: quella sua ambidestria mi lasciava sbalordito. Se provo a suonare da mancino, è come dare una chitarra in mano a un bambino.
Tiravamo fuori le chitarre acustiche e ci scambiavamo fraseggi blues; a volte lo faceva per scaldarsi prima di un concerto. Diceva sempre: "Non mi piace la mia voce". E io rispondevo: "Non preoccuparti, ci pensa il tuo modo di suonare la chitarra a compensare". Era una persona dolcissima. Ricordo quando uscì dal Ronnie Scott’s la sera in cui morì. Aveva il braccio attorno a una ragazza e gli gridai dietro: "Ehi, Jimi, saluta!" Scoppiai in lacrime quando lo seppi il giorno dopo. Non riuscivo a crederci.
Wood era con Hendrix durante la sua ultima, fatale notte. Ero con lui al Ronnie Scott's la sera in cui morì. Stava scendendo le scale con il braccio attorno a una ragazza e gli dissi: "Jimi, saluta" – ma lui non si voltò; allora ripetei: "Jimi, saluta!" e lui si girò molto lentamente, completamente fuori di testa, e mi fece solo un piccolo cenno di saluto, stordito. E quella fu l'ultima volta che il mondo lo vide. Una fine molto triste, davvero molto triste.
