
A giudicare dalle barriere di sicurezza, dagli stivali da cowboy, dai cappelli da cowboy fradici e dalla sicurezza indaffarata fuori da questo pub di quartiere, non è un sabato come tanti altri allo Shacklewell Arms. Ieri sera, il pub di Dalston, con una capienza di 200 persone, ha ospitato la band garage-punk irlandese Sprints. Qualche giorno prima, gli Any Young Mechanic, promettenti esponenti del folk australiano DIY.
Questa sera piovosa, però, è stata la volta di Shania Twain, che ha venduto 100 milioni di album ed è l'artista country-pop più venduta di tutti i tempi. Il suo ultimo concerto a Londra è stato quello da headliner al BST Hyde Park nell'estate del 2024. Si sta preparando per il suo prossimo concerto londinese, tra sei giorni: l'inizio di una serie di 12 date a supporto di Harry Styles allo stadio di Wembley, davanti a 90.000 fan ogni sera.
Quindi, sì, e senza dubbio: si può dire che Shania Twain stia ridimensionando il suo repertorio esibendosi in questo locale underground dell'East London, dall'atmosfera particolare ma, diciamocelo, un po' squallido. Ma abbassare il livello? Assolutamente no: questo è il tipo di bar in cui la superstar canadese sessantenne ha iniziato la sua carriera alla tenera età di otto anni – e concerti caotici come questo sono la fonte dei ricordi lontani ma preziosi che hanno animato il suo settimo album, Little Miss Twain, un ritorno alle origini.
